Ma andiamo con ordine, analizziamo il fenomeno. The Vampire Diaries è tratto da una serie di romanzi che definirli libri per bambini mi sembra più appropriato (200 pagine scritti a carattere 27 con 18cm di margine, per non parlare dello stile, ma vabbè): una ragazza odiosissima, la fighetta-reginetta della scuola di quelle che prenderesti a schiaffi regolarmente, è Elena, la protagonista: alta, bella, bionda, sembra proprio una modella. Elena ha tutto e tutti cadono ai suoi piedi, ma un giorno, il ragazzo nuovo della scuola, tale Stefan Salvatore, si permette di non degnarla di uno sguardo, come osa costui! E allora lei rimane folgorata da quest’anima ribelle, il loro è vero amore e blah blah blah blah.
Una noia inaudita. E questo è solo il primo libro, ovviamente la storia prosegue per altri 4 (?) romanzi, ma il mio istinto di sopravvivenza che già si era allarmato dopo le prime 4 pagine mi ha impedito di andare oltre. Fortunatamente. Ma a quanto pare la saga che, al contrario di quanto si possa pensare, è precedente di qualche anno al fenomeno Twilight, ha riscosso un certo successo oltreoceano, soprattutto di questi tempi. E allora? facciamoci una serie tv! Gli autori, intuendo che la protagonista femminile, così com’era nei libri, non avrebbe suscitato molta simpatia tra il pubblico, hanno pensato bene di Bellizzarla: da bionda è passata a mora, da reginetta della scuola è ora una triste ragazza che ha appena perso i genitori e che ha la stessa espressione qualsiasi cosa accada. Stefan, quello strafigo del libro, nella serie vorrebbe essere sempre strafigo ma ha due occhiaie che ve le raccomando, mentre Damon, il fratello, è forse l’unico che risponde alle aspettative.
Ogni episodio, bene o male, inizia con un “Dear diary…” di Elena e/o Stefan, perchè entrambi tengono un diario, wow, eccitante. Elena mi sembra una vegetale che non è in grado di prendere una, e dico una, decisione da sè, che noia. I silenzi di Stefan e i suoi sguardi profondi e indagatori mi fanno venire la pelle d’oca, ma per i motivi sbagliati. Bonnie, l’amica strega di Elena, allucinante: anche lei nel club delle odiose. Caroline, un po’ la Cordelia-Harmony della situazione, assolutamente prevedibile nella sua idiozia. L’unico che si salva è Damon-Ian Somerhalder che, smessi i panni del fratello-emo-di-Shannon/gemello-di-Tom-Welling, ha lasciato l’Isola e si è affilato i canini: quell’aria da vissuto gli dona molto e mi sembra l’unico attore convinto di quello che sta facendo, o che perlomeno ci mette un minimo d’enfasi in quello che fa.
Ma proseguiamo. Elena ha appena rotto con il suo ragazzo, Matt-della-squadra-di-football, perchè troppo triste per la morte dei suoi genitori, ma cade inevitabilmente nelle braccia di Stefan. Nel primo episodio. Si baciano nel terzo. Uno pensa: beh, la serie sarà ricca di avvenimenti super interessanit, no? No. A parte una vittima (o due) ogni episodio (gente assolutamente random, che non conosciamo e di cui ci importa precisamente un fico secco), la storyline è piatta, non offre stimoli interessanti perchè le domande fondamentali sono già state risposte, salvo pochi dettagli, ma questo rispecchia molto il libro. A me, che adoro le storie di vampiri, questo serial fa venire il latte alle ginocchia, per non dire peggio: dove sono i cari vecchi vampiri che fuggono la luce del giorno, perchè sì cazzo, la luce li uccide, i vampiri pluricentenari che non parlano come dei teenager qualunque ed hanno questo bisogno irrefrenabile di sangue? Oggi i vampiri sono ragazzotti qualunque, tutti buoni, passeggiano tranquillamente sotto il sole della California senza battere ciglio e giocano a football nella squadra della scuola. Seriously? Di vampiri qui c’è ben poco: se togliamo il super-udito alla Spiderman e la facoltà di guarire all’istante da ogni ferita, ci rimangono solo un paio di occhiaie ancora più spaventose del solito alla vista del sangue, tanto valeva chiamarlo Stefan’s Creek (o Elena’s Creek) ed eravamo a cavallo. Anzi, almeno Dawson ci rifilava una filippica filosofica se mangiare cereali o biscotti a colazione, quelli sì che erano dialoghi! Per non parlare dell’angst adolescenziale, e del triangolo infinito Dawson-Joey-Pacey, che ci ha messo anni, e dico anni, a risolversi quando invece qui Elena è innamoratissima di Stefan dopo averlo solo visto di spalle (lui prima ancora di vederla, figuriamoci) e già stanno insieme. Ma vogliamo dare un minimo di spessore a questi personaggi? L’unico motivo per cui mi continuo a guardare TVD è il sadismo affascinante di Damon, e i commoventi sforzi di Paul Wesley di darsi un tono con quegli sguardi truci e “profondi”, ma ragazzi, se vogliamo andare oltre alla mezza stagione occorre ben altro.
Staremo a vedere nel prossimo episodio.
Nessun commento:
Posta un commento