Con Dollhouse, invece, devo ammettere di essere quasi soddisfatta. Non è certo il migliore episodio della serie, in quanto la seconda stagione ha sfornato certi episodi che sono dei mini-capolavori, ma senz’altro rientra tra i top5, e di sicuro migliore del troppo confusionario “Epitaph One”.
Dunque, avevamo lasciato Echo e il resto della squadra (meno Mellie, sigh) vittoriosi dopo lo scontro col fondatore della Rossum (Boyd), ma la loro battaglia era appena iniziata. Ci troviamo catapultati nel futuro 2020, un futuro apocalittico (tanto per cambiare Joss, eh?) dove la nostra Echo insieme ad alcuni alleati combattono per ripristinare il genere umano come lo era tempo fa, cioè senza imprints.
Sierra, o meglio Priya è al sicuro sulle montagne insieme al figlio T, Adelle e pochi altri (tra cui Jed Whedon, signori): qui vengono raggiunti da Mag, Zone, Caroline-bambina, Echo, Paul e un semi-catatonico Topher. Nessun segno di Victor, finchè un carro con dei ragazzi tech li raggiunge comandati proprio da lui. Anthony, infatti, ha lasciato pochi anni prima Priya e T per ritornare ad essere Victor e guidare un piccolo gruppo della resistenza grazie ad alcuni imprints sempre a portata di mano utili al combattimento.
Topher è stato recuperato da Echo e Paul dalle grinfie di Harding che pare aver preso il controllo della tecnologia della Rossum, ma il povero ragazzo è traumatizzato: il senso di colpa, tutto ciò che sta accadendo là fuori nel mondo, e la violenza con cui lo minacciano lo hanno reso quasi autistico. Tuttavia il suo prezioso cervellino è intatto e si fa portare alla Dollhouse di Los Angeles perchè là c’è tutto ciò che gli serve per riportare la popolazione a come era veramente.
Arrivati alla loro vecchia “casa”, c’è un vero e proprio comitato d’accoglienza: durante una sparatoria Zone viene ferita ma prontamente soccorsa da Paul che, lo stavo aspettando, viene colpito alla testa e muore. Lo stavo aspettando, soprattutto dopo i siparietti “intimi” tra Paul ed Echo, sul fatto che da quando li avevamo lasciati in “The Hollow Men” si erano riavvicinati di parecchio..parliamo di Joss ragazzi, non c’è un lieto fine. Tornando a noi, Echo lo vede a terra ma non batte ciglio: da bravo soldato esorta gli altri a proseguire, per Paul ormai non c’è più speranza. Raggiunto l’interno, una sorpresa: Alpha. Ecco, questo non me lo aspettavo proprio. Credevo che il-grande-Alan-Tudyk avesse firmato per “A Love Supreme” e basta, e sinceramente il capitolo Alpha mi sembrava per lo più chiuso, e invece zac! Eccolo qui di nuovo. Ma è cambiato. Anche se quello sguardo apparentemente truce vuole dare un’altra impressione, Echo lo abbraccia immediatamente e fa una battutina sul viso di Victor: ADORO ALPHA!
Beh, insomma, il tutto si risolve con un sacrificio, come da tradizione Joss Whedon: Topher, grazie a certi video di Bennett, crea una sorta di bomba in grado di riportare tutte le dolls alla loro personalità originale, “sacrificandosi per il bene supremo”.
Alcune note personali:
1) Sebbene non sia una fan di Eliza Dushku in questa serie, la sua interpretazione in questo episodio è notevole, in particolare nella scena con Priya dove finalmente ha modo di sfogarsi affrontando la realtà della morte di Paul.
2) Continuerò a ripeterlo all’infinito, Fran Kranz è strepitoso. Se nella prima stagione il suo personaggio era puramente “divertente”, in questo secondo anno abbiamo modo di vedere la sua coscienza svilupparsi, regalandoci dei momenti di intensa commozione, e la sua interpretazione di un Topher radicalmente sconvolto è superba. Bravo bravo bravo. Tuttavia continuo ancora a pensare a cosa abbia visto tra le foto sul muro, una pulce nell’orecchio dovevano pur lasciarcela, eh?
3) Anthony e Priya. La shipper che è in me scalpita ogni volta che li inquadrano insieme. Tenerissimi, adorabili. Grazie Joss per averli fatti sopravvivere e per averli ricongiunti alla fine.
4) Kilo. Ma quant’è cool Maurissa? i suoi cameo sono spassosissimi.
Mi spiace non aver mai recensito un episodio di Dollhouse fino ad ora, magari recupererò in futuro, quando la nostalgia diventerà tale da riguardarmi questa bellissima serie purtroppo incompresa. E correggere gli errori dovuti al troppo tempo trascorso dalla visione degli episodi.
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