mercoledì 28 ottobre 2009

Supernatural – 5.06 I Believe the Children Are Our Future

Io AMO questa serie. Quando Buffy finì mi sentivo un po’ orfana, non c’era nessuna serie in grado di far scattare quel click conquistando la mia totale devozione. Poi è arrivato Supernatural. Devo ammettere che non ne sono sempre stata così entusiasta: i primi episodi soprattutto, ci hanno messo un po’ a farsi strada nel mio fandom personale, essendo tutti per lo più molto simili: i due fratelli in viaggio on the road, caso della settimana che viene risolto nel giro di un episodio, stop. Un po’ limitante, no? Poi pian piano la trama orizzontale ha preso piega, il padre dei due ragazzi (che era il motivo per cui si sono riuniti dopo tanti anni) non era più soltanto un’entità astratta e, episodio per episodio la storia e la “mitologia” della serie si è fatta sempre più definita. Il click era già scattato da un pezzo.
Ok, ok, ho recepito il messaggio dai vostri sbadigli. Tutta questa premessa perchè? Ora ci arrivo.
Previously: Dopo una parentesi della quarta stagione in cui Sam si è dato al dark side, vittima inconsapevole delle trame tramose di Ruby, il fenomeno ha spezzato l’ultimo sigillo, liberando così Lucifero e scatenando l’Apocalisse sulla terra. Ma lui è sorry. E se lo dice con le lacrime agli occhi ci possiamo anche credere, no? Bene. (cioè, si fa per dire.)

Dean, invece, non riesce neanche a guardarlo negli occhi, non se la sente di fingere che sia tutto a posto, e ci credo! Per un po’ hanno tentato la via delle strade separate, ma era inevitabile che tornassero a cavalcare insieme le strade sulla loro Metallicar.
Eccoci qui dunque, su questo sfondo apocalittico, un Bobby ancora incapace di camminare, un Castiel espulso dal Paradiso, solo contro tutti, in cerca di Dio, eppure la prima inquadratura di questo episodio mostra una baby-sitter che si spazzola i capelli mentre guarda la tv. What?? Eh già, siamo tornati ai vecchi tempi, e devo ammettere che non mi dispiace affatto. Non fraintendetemi, ma tra tutta questa carica di pessimismo, l’assenza di una concreta speranza e l’atmosfera talvolta imbarazzante tra i due fratelli, uno di quegli episodi stand-alone, autoconclusivi è proprio quello che ci vuole per sdrammatizzare e alleggerire un po’ la tensione.
Troviamo quindi i nostri ragazzi in una piccola cittadina del Nebraska dove le storie che si raccontano ai bambini sembrano prendere paradossalmente vita: la fatina dei denti che somiglia più a John Belushi che ad una fata, l’ulcera a quei bambini che mangiano Pop Rocks e Coca Cola…una realtà deformata che sembra l’opera di un Trickster.
Nah, non può essere così semplice. Stranamente, tutti questi “incidenti” sono avvenuti a 2 miglia di distanza da una casa. Vestiti come gli agenti Page e Plant dell’FBI, i due si presentano alla porta dove li accoglie un bambino che, in qualche modo, sembra essere la spiegazione di tutto. Il bambino, Jesse, non si può certo dire che sia uno sprovveduto: trascorre il suo tempo per lo più da solo, completamente autosufficiente e sveglio. Ma non cattivo, no. Jesse non sa nemmeno di essere il responsabile di quelle morti.
Sam recupera il suo vecchio ruolo di secchione e fa delle ricerche: un’indagine più approfondita rivela che Jesse è stato adottato, ma i registri relativi alla sua nascita sono riservati; tuttavia è riuscito a recuperare il nome della madre, che vive dall’altra parte dello stato. Una breve chiacchierata con la donna ci rivel che è stata posseduta per 9 mesi da un demone che si è servito del suo corpo per dare alla luce un bambino. La donna, inorridita, confessa di aver dapprima voluto uccidere il neonato, ma infondo era anche figlio suo e ha quindi optato per l’adozione.
I due fratelloni non fanno in tempo a pensare ad una soluzione che Castiel si materializza con gli aggiornamenti dell’ultim’ora: devono uccidere il bambino perchè è l’Anticristo. GULP. Long story short: la nostra Bibbia si è presa qualche libertà di troppo circa questa misteriosa figura: l’Anticristo in realtà non sarebbe per forza il figlio di Lucifero, bensì di un demone qualunque, e giocherebbe un ruolo decisivo sulla scena apocalittica ormai tanto familiare. Dopo che la madre l’ha dato in adozione Jesse, grazie ai suoi poteri, è divenuto invisibile ad angeli e demoni (no, non il libro XD), ma ora più che mai i demoni lo stanno cercando per servirsene nella lotta contro gli angeli, indi per cui il bambino è troppo pericoloso e va eliminato. Sam e Dean, ovviamente, non ne vogliono sapere di uccidere un bambino, Sam soprattutto la prende molto sul personale, riconoscendo in Jesse una sorta di seconda chance per il se stesso di natura demoniaca e vuole, anzi deve credere che Jesse abbia la possibilità di fare la scelta giusta, laddove lui stesso ha fallito.
Segue uno scontro Winchester-Jesse-mamma/demone, dopo che la madre del ragazzino è stata rintracciata dal demone che l’aveva posseduta anni prima, in cui vediamo solo uno spiraglio di quelli che sono i poteri di Jesse, appena acquisiti eppure già molto forti.
Durante il faccia a faccia assistiamo ancora una volta al meglio di Supernatural: momenti di intensa drammaticità (Jesse, solo un ragazzino, che prende coscienza del suo ruolo fondamentale nella lotta finale tra il bene e il male) sapientemente alternati a momenti di leggera “comicità” (uno per tutte la trasformazione di Castiel in una piccola action-figure!) che, come da tradizione, non risultano mai forzati o fuori luogo, ma si amalgamano benissimo tra loro. E di fatti, tutto l’episodio è strutturato in questo modo: iniziato come un episodio qualunque delle prime stagioni (in cui letteralmente le leggende metropolitane prendono vita), apparentemente slegato dalla storyline orizzontale, ricco di scene esilaranti e divertenti (non fatemi nominare la scena della mano improvvisamente pelosa di Dean, LOL), e anche un po’ horror, per poi sorprendere lo spettatore con il colpo di scena dell’Anticristo, rimandando quindi il tutto a dove eravamo rimasti due settimane prima con Lucifero e l’Apocalisse.
Ancora una volta una perla da gustare dall’inizio alla fine; una menzione particolare a Gattlin Griffith, l’attore che interpreta Jesse: semplicemente strepitoso.

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