Già dal previously possiamo intuire qualcosa: il Trickster torna ancora una volta! Sarà l’ultima? Quando lo avevamo lasciato, questo semi-dio beffardo si era preso gioco dei nostri fratelloni, soprattutto di Sam, facendo morire Dean ancora e ancora, nei modi più assurdi e incredibili, e costringendo Sam a rivivere quello stesso giorno infinite volte, finchè Sam finalmente riesce a stanarlo e, anzichè ucciderlo gli promette che non lo andrà a cercare a patto che riporti indietro Dean.
Devo ammetterlo, la figura del Trickster non mi ha mai particolarmente entusiasmato, forse perchè era sempre uno di quegli episodi a sè, non proprio necessari alla trama diciamo, ecco. Ma qui c’è il plot twist. Eh he.
NOW. “Supernatural is filmed before a live studio audience.” Uh? La scena si apre con Dean che fissa un enorme sandwich, anzichè in una stanza di motel, in una cucina dalle pareti verde pastello come quello di una sit-com per famiglie e il classico ridere del pubblico in sala. WTF? Mi sono persa qualcosa? non è che il mio cugino americano ha sbagliato a registrarmi Supernatural con qualche altro talk-show? Hmm. Ecco che entra Sam. Hmm. Apocalisse, demoni..sì, tutto sembra quadrare. La sigla: LOL Aah sì, ok ci sono: il Trickster.
Ma la scritta ci rimanda ad una situazione ben più familiare: 2 giorni prima.
Bene. Sam e Dean stanno controllando quello che sembra un caso per loro, e dall’assurdità delle situazioni sembra proprio opera del caro vecchio Trickster. Dean ne ha fin sopra i capelli e vuole farla finita una volta per tutte, soprattutto dopo l’episodio del Mystery Spot, ma Sam non è d’accordo, preferisce parlargli e proporgli una tregua-alleanza.
Ed ecco che arriva lui, il vero dottor Sexy: un tizio tamarrissimo che si aggira per l’ospedale con degli stivali da cowboy. Eew! Eppure è palese che Dean ha una man crush per il tamarro: sembra una ragazzina ammutolita davanti al quarterback della squadra di football della scuola, lol. Ma..c’è qualcosa che non quadra: dove sono gli stivali tamarri? Ah-ha, Trickster! Quel caro vecchio burlone ha saputo che i ragazzi erano in città e non ha saputo resistere, e fa loro una proposta: se sopravviveranno le prossime 24 ore nel suo gioco, lui ascolterà quello che avranno da proporgli. Che il gioco abbia inizio.
Passiamo da un set all’altro: da Dr. Sexy M.D., dove Sam opera Dean colpito da un’arma da fuoco, ad un idiota programma giapponese del filone “Mai Dire Banzai” in cui Sam viene colpito proprio lì, nel posto che tiene più caro;
Ancora zapping: questa volta è il turno di CSI. Ancora esilarante: è notte e c’è una scena del crimine ancora da anallizzare:
“I am wearing sunglasses at night. You know who does that? No-talent douchebags. I hate this game. I hate that we’re in a procedural cop show. And you want to know why. Because I hate procedural cop shows. It’s like 300 of them on television, they’re all the freakin’ same.”
ROFL. Come dargli torto? Ma il meglio deve ancora venire: Sam nota qualcosa (qualcuno) fuori posto, e decidono quindi di interpretare i loro ruoli. E questo comprende l’indossare gli occhiali da sole con glamour a notte fonda, muoversi al rallenty con passo da diva e fare assunzioni e battute squallide. Stranamente Sam sembra molto a suo agio. XD
Con un piccolo trucco, i due fratelli riescono ad impalettare il Trickster, ritornando così al vecchio magazzino in cui erano entrati, il Trickster ancora a terra.
Cambio di scena: siamo al motel, Dean cerca Sam ma non è in stanza; lo chiama al cellulare ma trova la segreteria. Sale in macchina e..Sam chiama il fratello ma ha una voce metallica. Dov’è? Non lo sa neanche lui, ma il display dell’auto ricorda molto quello di un’altra auto, ben più moderna e che era la star della tv diversi anni fa: Kit. La sigla di The Knight Rider accompagna i due lungo la strada, mentre riflettono sul perchè il paletto non abbia funzionato. Castiel aveva ragione, non è un Trickster, e per di più i due sembravano conoscersi, e il modo in cui ha reagito parlando di Michael e Lucifer la dice lunga.
Back al magazzino, questa volta per davvero. Il Trickster, anzi l’angelo, è scoperto, persino la voce di Richard Speight si fa più solenne.
“So which one are you? Grumpy, Sleepy, or Douchy?”
Gabriel, l’arcangelo Gabriele. Gabriel ha lasciato la sua famiglia, perchè era stanco di vedere i suoi fratelli saltarsi addosso e uccidersi l’un l’altro, e ora sta accadendo di nuovo. Non gli importa chi vinca, vuole solo che finisca presto. Ma Sam cerca di convincerlo, o più che altro di convincere se stesso, che ci deve essere un modo per fermarlo, ma Gabriel lo smentisce: non si tratta di una guerra, ma di due fratelli che si amavano e che si sono traditi l’un l’altro: Michael e Lucifer. Suona familiare? Michael, il fratello maggiore, sempre leale e fedele al padre assente; e Lucifer, il fratello minore, che si ribella ai progetti del padre. Non è un caso, pertanto, che proprio loro, i due Winchester, siano i vessel ultimi e finali per il grande scontro: un fratello dovrà uccidere l’altro. “Così come in cielo, così è in terra.”
Episodio meraviglioso, con momenti esilaranti durante lo pseudo-zapping tra le varie serie televisive, recenti e passate, in cui non possiamo che applaudire le “parodie” e le “critiche” rivolte alla concorrenza, per non parlare del finale con plot twist a sorpresa. La notizia dei due ruoli di vessel di Sam e Dean, l’uno contro l’altro nella battaglia per l’Apocalisse, era un tantino scontata, insomma era nell’aria già da tempo lo scontro finale tra i due, ma finalmente diamo una spiegazione sensata senza attribuire la scelta completamente al destino, parlando di “Prescelto” ecc., bensì di una sorta di trasposizione terrena di ciò che, secondo la mitologia della serie, è accaduto Lassù.
Ancora una volta strabiliante il lavoro degli autori.
Un’ultima nota, che alla luce delle rivelazioni di questo episodio mi sento di non poter ignorare: ragazzi riportiamo papà John. Seriously, a questo punto la sua presenza è indispensabile prima dell’epico scontro tra i due ragazzoni.
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