Dean è il maggiore dei fratelli Winchester: 30 anni, non molto alto (il fratello Sam lo supera di gran lunga), grandi occhioni verdi in grado di sciogliere un pezzo di ghiaccio e soprattutto la battuta sempre pronta.
Insieme all’amico Jared Padalecki (Una Mamma per Amica), che interpreta invece il fratello Sam e con cui divide le attenzioni di pubblico e fans, Jensen Ackles presta il suo volto a quello che ritengo essere uno dei personaggi meglio riusciti in tv. Sarà merito delle assurde situazioni in cui spesso si ritrova, dello script che lo ritrae come la simpatica canaglia che tutti amano, o più probabilmente dei brillanti dialoghi che accompagnano ogni episodio di Supernatural.
La serie narra di due fratelli, Sam e Dean per l’appunto, che iniziano un viaggio on the road alla ricerca del padre scomparso, combattendo di volta in volta demoni e spiriti che minacciano la vita di cittadini innocenti. La loro madre, Mary, morì uccisa da un demone ventidue anni prima, quando Dean aveva solo 4 anni e Sam era ancora nella culla. Fu quello il giorno in cui l’ossessione del padre per la verità di ciò che accadde quella notte lo allontanò sempre di più dai suoi figli, diventando un cacciatore di demoni sulle tracce del responsabile della morte di sua moglie, e lasciando di fatto i due bambini soli, costretti ad una vita di motel e scuole nuove ogni mese. All’età di 6 anni Dean si esercitava a sparare usando bottiglie come bersagli, ed ogni volta che il padre si allontanava toccava a lui badare al piccolo Sammy, proteggerlo dalle strane creature e farne contemporaneamente da padre e madre.
Si può quindi capire come Dean, un bambino cresciuto troppo in fretta, privato della sua infanzia, abbia una totale e cieca fiducia nei confronti del padre, di cui segue gli ordini senza mai mettere in discussione la sua parola, e di come sia disposto a tutto pur di proteggere il fratello, proteggerlo dalla verità circa i loro genitori, la vita che conducono e dalle forze del male che circondano i piccoli Winchester.
E questa sua devozione per la famiglia è palpabile sin dalla prima stagione, quando nell’unico momento in cui possiamo vedere tutti e tre i Winchester Boys (Sam, Dean e il padre John) combattere fianco a fianco, Dean riflette su ciò che ha fatto poche ore prima (ha ucciso due umani posseduti da demoni che avevano attentato alla vita di Sam e John), ed è spaventato (a ragione): “Killing that guy, killing Meg - I didn't hesitate, I didn't even flinch. For you or Dad, the things I'm willing to do or kill, it scares me sometimes.” E ancora: “The three of us, that's all we have. And it's all I have. Sometimes I feel like I'm barely holding it together, man. And without you or Dad...” Già, senza Sam o papà sappiamo tutti che cosa farebbe (ha fatto) Dean…
Ed è buffo pensare come l’unico della famiglia che non vuole saperne di mettere radici, di “sistemarsi”, sia proprio quello i cui legami familiari vengono prima di ogni cosa...
E’ proprio sul rapporto tra i due fratelli che si basa la serie di Eric Kripke, un rapporto fraterno comparabile solo all’amore di un padre per il proprio figlio. Dean, che dopo più di vent’anni sente ancora il dovere di proteggere il fratello, non dalle spaventose creature che li minacciavano da bambini (in quanto ora sono entrambi cacciatori) ma da un oscuro destino che pare essere inevitabile e da quello stesso demone che molti anni prima uccise la loro madre. Un bisogno fortissimo che lo condurrà a scelte impulsive e letali, come il patto stretto con il demone di Crossroads a cui Dean vendette letteralmente la sua anima in cambio della vita di Sam alla fine della seconda stagione. Un momento profondamente drammatico, uno dei rari casi in cui Dean lascia cadere ogni barriera costruita intorno a sé, cessa di essere il più forte, quello che non ha paura di nulla e, colpito nel suo punto più debole, si mostra in tutta la sua fragilità. Nell’ultimo episodio andato in onda negli USA, “The Monster at the End of This Book”, Sam e Dean scoprono che esiste una serie di libri che racconta fin nei minimi dettagli le loro gesta: nell’ufficio della responsabile della pubblicazione di queste opere la donna, che altri non è che la rappresentazione dei fans più accaniti, ammette che le parti migliori di tutta la serie sono quelli in cui i due fratelli Winchester piangono. Io non sono d’accordo!
Ciò che rende speciale questa serie, i suoi personaggi e la sua magia, è tra le altre cose l’equilibrio tra l’intensa drammaticità e i momenti estremamente divertenti, lo sdrammatizzare mai banale o forzato, compito che spetta sempre a Dean ovvero al fratello maggiore, quello a cui il piccolo Sam ha sempre guardato con ammirazione e che, ancora una volta dopo essere ritornato dagli inferi, si prenderà cura del suo fratellino, in balia di se stesso.
Ora ditemi, chi non lo vorrebbe un fratello così?
Publicato sulla Telefilm Central Fanzine #4
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