Dopo la settimana degli upfronts sono comiciate nuove serie, ricominciate quelle “vecchie”..insomma tante novità.
Il fatto è che, finita la stagione televisiva, uno si ritrova con Il Nulla, e allora comincia a pescare così, serie a caso, richiamato dai nomi degli attori protagonisti, guest-star, trame che promettono… Sì sì, mi sono data a qualche novità e recuperato roba vecchia.
COVERT AFFAIRS. Non mi piacciono i pilot troppo lunghi (questo era un episodio doppio), ma questo è stato ben strutturato.
Piper Perabo è Annie Walker (ma tutti quelli che si chiamano Walker lavorano all’FBI o alla CIA??!), giovane recluta della CIA che viene chiamata dall’agenzia “per le sue capacità linguistiche” (scopriremo alla fine dell’episodio il vero motivo) a risolvere un caso. Annie ha deciso di lavorare per il governo dopo che l’uomo con cui ha trascorso tre settimane in Sri Lanka e di cui si era perdutamente innamorata l’ha lasciata con un biglietto sul cuscino senza alcuna spiegazione.
Troviamo noti volti della tv (Peter Gallagher, Kari Matchett, Christopher Gorham) e sia la trama sia le storie personali dei personaggi sembrano ben amalgamate e non gridano alla noia. Stiamo a vedere come prosegue la stagione.
GLEE. L’ho recuperato prima che l’episodio diretto da Joss andasse in onda perchè quello era un evento da seguire in contemporanea e, devo ammetterlo, mi ero completamente sbagliata. Il pilot m’era piaciuto, niente di sensazionale, ma era carino, ma il secondo episodio ricordo di averlo trovato tremendo e da qui la mia incapacità di capire all the fuss about Glee. Come mi ero sbagliata! 15 episodi andati giù come acqua fresca d’estate! Sia chiaro, la trama è la solita trita e ritrita, ma i siparietti tra Will e Sue e i numeri e le coreografie dei ragazzi sono incredibili! E sì, ho anche le colonne sonore. Tutte. E sono completamente innamorata della cover di Total Eclipse of the Heart. <3
Rimasta un po’ delusa dalla loro esibizione nella season finale: ok che non potevano vincere perchè la serie è stata rinnovata per altre 2 stagioni, ma mi asepttavo qualcosa di speciale essendo il finale, invece hanno perfino riproposto un pezzo con cui si erano già esibiti, bah..
Comunque, altra serie che si aggiunge alla lista dei titoli da seguire regolarmente.
THE GOOD GUYS. Questa è una serie che mi ispirava molto. Adoro Bradley Whitford sin dai tempi del meraviglioso The West Wing e ancora di più in Studio 60 on the Sunset Strip, ed è uno dei motivi per cui mi intrigava TGG. Il pilot è durato un’ora e mezza circa e più volte sono stata sul punto di chiuderlo. No, non ci siamo.
La trama può essere così riassunta: Dan e Jack sono due detective che, per vari motivi, sono relegati a crimini minori. Dan Stark ha salvato la vita al governatore (o senatore? chi si ricorda..) una volta ed è questo il motivo per cui è ancora nella polizia. Jack Bailey invece, classico poliziotto puntiglioso dedito alle regole, è costretto a fargli da baby-sitter.
Non si capisce se vogliano imitare i vecchi polizieschi del calibro di Starsky & Hutch aggiungendo un po’ di comicità (mal riuscita, tra l’altro), o creare qualcosa di nuovo…..o un ibrido. Insomma, non ho capito cosa TGG voglia essere.
Si sforza di far ridere ma non ci riesce minimamente, il caso da risolvere assolutamente già visto, mi aspettavo un accenno di trama orizzontale ma pare non ci fosse (a meno che non sia ciò che è accaduto a Frank, roba che mi interessa meno di zero)..insomma, da scartare.
Mi spiace per Bardley Whitford, ha molto talento e una vena comica perfetta per la tv, ma in questa serie è ridicolo. Colin Hanks invece è la copia spiccicata di suo padre (adesso), con la differenza che Tom alla sua età era un gran figo; come attore non mi sembra male, anzi, ma anche lui non ha occasione di brillare.
MODERN FAMILY. Quando è iniziata a settembre non avevo la benchè minima intenzione di guardare una sit-com a tema familiare, a cui sono irrimediabilmente allergica. Ma sento ovunque lodi e critiche di apprezzamento gridare “al capolavoro”. Perfino Morena Baccarin al Telefilm Festival ha manifestato il suo desiderio di partecipare ad un episodio della comedy. Uh? Vabbè, mi sono detta, la stagione è finita, proviamo a guardare com’è.
…
Mi sono limitata al pilot e non ci trovo nulla, e dico nulla, di innovativo o (estremamente) divertente. Non ho riso minimamente e, anzi, certi personaggi li ho trovati in parte irritanti. Voglio dare una chance e guarderò un altro paio di episodi prima di formarmi un’opinione definitiva, ma il pilot decisamente non vale la pena.
WAREHOUSE 13. Questa non è nuova, ma la seconda stagione è partita da poco negli USA. Non so perchè ma ho sempre pensato che fosse una serie “horror”, motivo per cui la evitavo. Poi mi mettono Mark Sheppard come guest-star e non posso farmelo mancare. Ormai mi sento tanto stalker di quell’uomo. Televisivamente parlando, si intende.
Anyway, non c’è niente di horror, anzi. Dai titoli di testa scopro con sorpresa che Jane Espenson è una dei creatori.
Il pilot non mi aveva entusiasmato alle stelle ma un paio di episodi più avanti mi ha preso. L’alchimia tra i personaggi/attori è il motore della serie e sì, un pizzico di mistero ma proprio un pizzichino, ci sta anche bene.
Trama: per il mondo sono sparsi dei manufatti molto pericolosi, dal potere imprevedibile. E’ compito di Pete e Myka, agenti dei servizi segreti aiutati da Artie, scovarli e portarli in salvo alla Warehouse 13, una sorta di magazzino ion un angolo sconosciuto del Sud Dakota di proprietà del governo.
Pete è il personaggio più spassoso e, con l’arrivo di Claudia (la brava e spassosissima Allison Scagliotti), la serie è ancora più godibile!
E, per la cronaca: Eddie McClintock è tremendamente sexy.
Il fatto è che, finita la stagione televisiva, uno si ritrova con Il Nulla, e allora comincia a pescare così, serie a caso, richiamato dai nomi degli attori protagonisti, guest-star, trame che promettono… Sì sì, mi sono data a qualche novità e recuperato roba vecchia.
Piper Perabo è Annie Walker (ma tutti quelli che si chiamano Walker lavorano all’FBI o alla CIA??!), giovane recluta della CIA che viene chiamata dall’agenzia “per le sue capacità linguistiche” (scopriremo alla fine dell’episodio il vero motivo) a risolvere un caso. Annie ha deciso di lavorare per il governo dopo che l’uomo con cui ha trascorso tre settimane in Sri Lanka e di cui si era perdutamente innamorata l’ha lasciata con un biglietto sul cuscino senza alcuna spiegazione.
Troviamo noti volti della tv (Peter Gallagher, Kari Matchett, Christopher Gorham) e sia la trama sia le storie personali dei personaggi sembrano ben amalgamate e non gridano alla noia. Stiamo a vedere come prosegue la stagione.
Rimasta un po’ delusa dalla loro esibizione nella season finale: ok che non potevano vincere perchè la serie è stata rinnovata per altre 2 stagioni, ma mi asepttavo qualcosa di speciale essendo il finale, invece hanno perfino riproposto un pezzo con cui si erano già esibiti, bah..
Comunque, altra serie che si aggiunge alla lista dei titoli da seguire regolarmente.
La trama può essere così riassunta: Dan e Jack sono due detective che, per vari motivi, sono relegati a crimini minori. Dan Stark ha salvato la vita al governatore (o senatore? chi si ricorda..) una volta ed è questo il motivo per cui è ancora nella polizia. Jack Bailey invece, classico poliziotto puntiglioso dedito alle regole, è costretto a fargli da baby-sitter.
Non si capisce se vogliano imitare i vecchi polizieschi del calibro di Starsky & Hutch aggiungendo un po’ di comicità (mal riuscita, tra l’altro), o creare qualcosa di nuovo…..o un ibrido. Insomma, non ho capito cosa TGG voglia essere.
Si sforza di far ridere ma non ci riesce minimamente, il caso da risolvere assolutamente già visto, mi aspettavo un accenno di trama orizzontale ma pare non ci fosse (a meno che non sia ciò che è accaduto a Frank, roba che mi interessa meno di zero)..insomma, da scartare.
Mi spiace per Bardley Whitford, ha molto talento e una vena comica perfetta per la tv, ma in questa serie è ridicolo. Colin Hanks invece è la copia spiccicata di suo padre (adesso), con la differenza che Tom alla sua età era un gran figo; come attore non mi sembra male, anzi, ma anche lui non ha occasione di brillare.
…
Mi sono limitata al pilot e non ci trovo nulla, e dico nulla, di innovativo o (estremamente) divertente. Non ho riso minimamente e, anzi, certi personaggi li ho trovati in parte irritanti. Voglio dare una chance e guarderò un altro paio di episodi prima di formarmi un’opinione definitiva, ma il pilot decisamente non vale la pena.
Anyway, non c’è niente di horror, anzi. Dai titoli di testa scopro con sorpresa che Jane Espenson è una dei creatori.
Il pilot non mi aveva entusiasmato alle stelle ma un paio di episodi più avanti mi ha preso. L’alchimia tra i personaggi/attori è il motore della serie e sì, un pizzico di mistero ma proprio un pizzichino, ci sta anche bene.
Trama: per il mondo sono sparsi dei manufatti molto pericolosi, dal potere imprevedibile. E’ compito di Pete e Myka, agenti dei servizi segreti aiutati da Artie, scovarli e portarli in salvo alla Warehouse 13, una sorta di magazzino ion un angolo sconosciuto del Sud Dakota di proprietà del governo.
Pete è il personaggio più spassoso e, con l’arrivo di Claudia (la brava e spassosissima Allison Scagliotti), la serie è ancora più godibile!
E, per la cronaca: Eddie McClintock è tremendamente sexy.
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